News #31: la Corte UE “estende”​ i dati sensibili; sciarpe “smart”​ allo stadio; nel patteggiamento 231 l’ente non paga le spese processuali.

  • PRIVACY

MATOMO, GA4 E I LORO FRATELLI – Mentre i dubbi continuano riguardo a Google Analytics 4 e alla sua (improbabile, a quanto pare) conformità al GDPR, salvo cambiamenti, emergono informazioni interessanti sui suoi competitor. Tra di essi Matomo, che – avendo avuto grande esposizione mediatica – sta venendo analizzato con sempre maggiore attenzione, e che presenta anch’esso potenziali profili di rischio a seguito del (dichiarato) utilizzo di soluzioni cloud offerte da Amazon Web Services (tramite la controllata neozelandese), in particolare per l’offerta di strumenti di CDN.

LA CGUE INTERPRETA I DATI PARTICOLARI – Una recentissima decisione dell’alta Corte UE (C-184/20) riguardo ad un caso lituano sembra aver aperto la strada per una interpretazione molto ampia di cosa costituisca un “dato particolare” ai sensi del GDPR. In particolare, la decisione ha ad oggetto i cosiddetti “dati inferiti”, cioè quelli derivati da altri dati personali: anche il dato derivato, insomma, è “particolare” se rivela – come nel caso di specie – un orientamento sessuale (o rientra comunque nella casistica di cui all’art. 9 GDPR). Tempi duri per servizi online come quelli di dating, di salute, o di pubblicità su temi “sensibili”?

BLOCKCHAIN VS. GDPR – Un report pubblicato da Bloomberg pone dei seri – e molto interessanti – quesiti sulla convivenza tra i diritti esercitabili in base alla normativa europea e la sostanziale “eternità” delle informazioni immagazzinate attraverso la blockchain, soprattutto riguardo a diritti di rettifica e “oblio”. Non solo: l’incertezza legale può arrivare a riguardare anche il concetto di “dati crittografati”, che con la blockchain rende complesso concedere uno dei diritti fondamentali, quello di accesso.

SCIARPA SMART – Ha fatto notizia l’avvio di una fase di test della “smart scarf” da parte del team inglese del Manchester City, che raccoglie dati utilizzando una serie di sensori a contatto con il collo e le spalle del tifoso che la indossa. Molto interessante come il club abbia rilevato i momenti di maggior interesse, emozione e coinvolgimento dei tifosi oggetto del pilota, lungo il corso dei 90 minuti di partita, tra cui il battito cardiaco e la temperatura corporea.

  • D. LGS. 231

PATTEGGIAMENTO – Con una recentissima sentenza (n. 30610 dello scorso 3 agosto, consultabile gratuitamente per gli iscritti all’associazione AODV231) la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di patteggiamento, l’ente non può essere condannato al pagamento delle spese processuali. Secondo l’orientamento dei giudici di Piazza Cavour, infatti, l’istituto della applicazione della pena previsto per le persone giuridiche non è perfettamente sovrapponibile a quello previsto per le persone fisiche (che non prevede il beneficio dell’esenzione dalle spese).

WHISTLEBLOWING –  Lo scorso 2 agosto la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il Disegno di Legge recante la delega al Governo per poter – finalmente – recepire anche all’interno del nostro ordinamento la Direttiva UE 2019/1937 (cd. Direttiva Whistleblowing). La Direttiva, come è ormai noto, avrebbe dovuto essere recepita in tutti gli Stati Membri entro il 21 dicembre dello scorso anno, tuttavia moltissimi sono stati i Paesi che – proprio come l’Italia –  non hanno provveduto nei termini stabiliti. Aggiunto il tassello del voto della Camera, non ci resta che aspettare il Decreto Legislativo dell’Esecutivo.

MALVERSAZIONE – Ai fini della sussistenza del reato di malversazione (di cui all’art.316-bis c.p.) non è necessario che il finanziamento sia erogato dallo Stato, essendo sufficiente che il denaro sia concesso in presenza di una garanzia pubblica. A stabilirlo è la Cassazione (con la sentenza  n. 28416 dello scorso 19 luglio).

RAPPRESENTANZA PROCESSUALE DELL’ENTE –  La Corte di Cassazione ha recentemente stabilito (con la sentenza n. 28963) che gli amministratori indagati o imputati per il reato-presupposto non possono rappresentare l’ente in giudizio. A fondamento di tale decisione, la Corte ribadisce il tenore dell’articolo 39 del Decreto 231, secondo il quale l’ente non può partecipare al procedimento per il tramite del proprio rappresentante, nel caso in cui questi risulti coinvolto in prima persona nello stesso. Una tale inderogabile previsione è necessaria per assicurare e garantire pienamente il diritto di difesa della persona giuridica.

  • MERCATI DIGITALI

YOUTUBE-AGCOM – L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha recentemente sanzionato Youtube (di proprietà di Google) per ben 750 mila euro. Alla base del provvedimento la diffusione, da parte della piattaforma, di pubblicità del gioco d’azzardo, comportamento vietato dall’art. 9 del Decreto Dignità (D.L. 87/2018).

AMAZON COMPRA ROOMBA – Il colosso di Jeff Bezos ha annunciato di aver acquisito la casa produttrice di iRobot, l’aspirapolvere auto-gestito tra i più diffusi nel mondo, così rafforzando la sua posizione di fornitore di beni, oltre che di servizi. Non va dimenticato, tra l’altro, che il Roomba mappa la geometria di casa per fornire il miglior servizio, conoscendo così – di fatto – dove e come viviamo.. al centimetro.

PROCESSO PENALE TELEMATICO – Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legislativo che dà il via alle tecnologie informatiche nel settore penale, intervenendo ad esempio su notificazioni per via telematica e trasmissione dei fascicoli tra gli uffici giudiziari, evitando così che tali adempimenti impieghino mesi o anni, come oggi.

  • NEWS DAL MONDO

RUSSIA – Anche WhatsApp finisce nel mirino del Roskomnadzor, il Servizio federale per la supervisione delle comunicazioni, delle tecnologie, dell’informazione e dei mass media. Così come era successo ad altri big del settore digitale, anche WhatsApp viene sanzionato per non aver conservato all’interno del territorio federale russo una copia della documentazione attestante che il trattamento dei dati dei cittadini russi fosse avvenuto sul territorio dello stato.

REPUBBLICA CECA – L’UOOU (Ufficio per la protezione dei dati personali ceco) ha inflitto, lo scorso 1 agosto, una pesante ammenda nei confronti del Ministero dell’Interno locale per violazione della “Legge sulla polizia” nazionale. In particolare, è stato sanzionato il trattamento di dati sanitari (e, dunque, particolari) caricati dai cittadini su una app dedicata alla quarantena.

BASSA SASSONIA – L’Autorità garante della Bassa Sassonia ha recentemente inflitto una salata sanzione (per ben 900 mila euro) a un istituto di credito per aver trattato dati personali senza avere a supporto una base giuridica sufficiente. In particolare, l’ente sanzionato avrebbe tratto dati personali – addirittura anche di ex clienti – senza consenso, sulla sola base dell’insufficiente legittimo interesse.

INDIA – A seguito di una mozione alla Camera bassa, riporta Data Guidance, il Governo locale ha cancellato il “data protection bill” del 2019, mentre è in corso di diffusione per pubblica consultazione la nuova norma che lo andrà a sostituire.